E' stata costruita nel 1984 dall’architetto Carlo Schillaci. La chiesa è stata costruita in parte su terra donata dai coniugi Profaci e Schillaci, mediante offerte e raccolte organizzate dai parrocchiani ed è stata dedicata a S. Giuseppe patrono del paese. La chiesa è stata inaugurata il 18 marzo 1987 dal Cardinale e Arcivescovo di Palermo Salvatore Pappalardo La Parrocchia San Giuseppe abbraccia la vasta zona orientale del paese, la quale conta circa 7000 abitanti. Essa ha profondamente risentito delle trasformazioni sociali e demografiche che hanno segnato la difficile evoluzione del paese negli ultimi decenni, ed ha avvertito l’esigenza di osservare e leggere tale evoluzione, allo scopo di impostare le linee stesse dell’azione pastorale.

Tale processo demografico ha comportato conseguenze complesse, provocando il pericolo di perdita di identità storica e culturale degli abitanti del paese, intorno a valori e tradizioni quali elementi di aggregazione profonda e di distinzione socio-culturale di una comunità territoriale. La carenza di luoghi associativi e di possibilità occupazionali per le nuove generazioni ha, inoltre, prodotto il dilagare di problemi di disoccupazione, di sotto-occupazione, di dispersione scolastica, di devianza minorile, di aumento della micro-criminalità.

Parrocchia e territorio

La parrocchia ha assunto negli ultimi anni l’impegno di leggere la realtà del territorio, rifuggendo dall’illusoria presunzione di fungere da “pilota” del cambiamento e riconoscendo piuttosto un’innegabile sensazione di inadeguatezza dinanzi alle difficoltà evolutive della comunità sociale locale. Sul piano dell’azione pastorale, tali problematiche si convertono in esigenza di educazione sociale, civile, etica della comunità allo scopo di dare radici solide e sicure alla diffusione del messaggio evangelico. L’intento dell’intera attività pastorale è stato quello di realizzare un accostamento cordiale alla gente, che consentisse una conversione libera e gioiosa: dovere primo di ogni operatore pastorale si ritiene, infatti, che sia quello di mostrare il volto di una parrocchia amica, comprensiva, accogliente, mai rigida o animata da spirito di comando.